Conosciuta fin dai tempi dei Gonzaga con il nome di “schizzadas”, la schiacciatina è uno dei simboli della tradizione gastronomica mantovana.
Un tempo era il pane dei contadini, consumato come spuntino durante le pause dal lavoro nei campi.
Chiamata anche “chisolina”, si presenta come una sfoglia rettangolare, sottile e croccante, cotta lentamente per esaltarne tutta la fragranza e il gusto.
Oggi è apprezzata per la sua versatilità: perfetta da sola come snack genuino, oppure da accompagnare a salumi, formaggi e un buon bicchiere di vino.

Noi la prepariamo ancora come una volta, rigorosamente a mano, tirata e schiacciata una ad una, per preservare quella semplicità autentica che la rende unica e insostituibile.
La schiacciatina è il nostro prodotto più conosciuto e apprezzato, ma non è l’unico!

Torta sbrisolona
Friabile, rustica, profumata di mandorle e memoria: la sbrisolona è forse il dolce mantovano per eccellenza. La sua origine risale al XVI secolo, quando veniva preparata nelle campagne con ingredienti poveri ma genuini: farina di mais, strutto, zucchero grezzo, mandorle non pelate.
Il suo nome, “sbrisolona”, deriva dal dialetto mantovano sbrisulòna, che significa briciolosa. Perché questo è: una torta che non si taglia, ma si spezza, rigorosamente con le mani.
Nata come dolce contadino, nel tempo è salita anche sulle tavole delle corti, arricchendosi con burro e zucchero raffinato, grazie all’influenza della famiglia Gonzaga.

Tutt’oggi ha conservato il suo spirito semplice e autentico, fatto di contrasti piacevoli: la granulosità della pasta, la croccantezza delle mandorle, l’irregolarità della forma.
Tradizionalmente si gusta con un bicchiere di grappa, vin santo o zabaione, ma è perfetta anche da sola, spezzata a centro tavola e condivisa. Una torta che racconta una storia antica, fatta di mani che impastano, briciole che cadono, gesti che si ripetono da secoli.
E che, ancora oggi, profuma di casa.

Torta greca
Avvolta da un velo di mistero, la Torta Greca è uno dei dolci più raffinati della tradizione mantovana. Meno nota della celebre sbrisolona, ma non meno affascinante, racchiude nella sua sfoglia sottile un cuore morbido e profumato, ricco di mandorle, burro, zucchero e aromi delicati.
La sua origine si perde tra le pagine dei ricettari dell’Ottocento, dove compare come dolce borghese, elegante, legata alle influenze culturali che la città ha ricevuto nel corso dei secoli.
C’è chi dice che il nome derivi da una famiglia, chi lo attribuisce agli ingredienti esotici, come le mandorle e i liquori, che evocavano profumi lontani.

Altri ancora amano pensare a un omaggio all’arte classica, ispirato magari dalle decorazioni della sfoglia.
Quel che è certo, è che la Torta Greca è un incontro di sapori antichi e suggestioni raffinate.
Il suo guscio friabile racchiude un impasto denso, vellutato e intenso, arricchito talvolta da amaretti, scorze di agrumi o un tocco di rum. Una spolverata di zucchero a velo chiude l’opera con dolcezza.
È un dolce che conquista al primo morso. E che racconta, con discrezione e fascino, un capitolo elegante della nostra storia di forno.
